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Equipaggiamento in montagna. I consigli del Corpo forestale dello stato

14 apr , 2015  

Come affrontare un’escursione in montagna evitando incidenti.

Consigli utili dal Corpo Forestale dello Stato

A volte capita di voler fare una bella escursione in montagna, un po’ perché abbiamo voglia di fuggire dal caos cittadino e stabilire un contatto diretto con la natura, o magari perché siamo alla ricerca di una piccola avventura da raccontare.

Se dovesse presentarsi una situazione di pericolo, siamo preparati a prevederla e affrontarla?

La montagna ha le sue regole ed è bene conoscerle per evitare spiacevoli incidenti o semplicemente brutte esperienze.

Il Soccorso Alpino Forestale pone l’attenzione sugli incidenti che avvengono in montagna e dai dati rilevati vi è un’alta percentuale di incidenti causati dall’inesperienza degli escursionisti.

Purtroppo i rischi non si possono abbattere, ma con un buon equipaggiamento e consapevolezza, si possono ridurre sensibilmente.

Vediamo allora i consigli che ci da il Corpo Forestale dello Stato:

Programmazione

Anzitutto verificare prima della partenza la difficoltà dell’itinerario scelto e la lunghezza del percorso, in base al proprio allenamento e alla propria esperienza. È importante mettersi a tavolino e studiare l’intero percorso. Su internet, con una semplice ricerca si trovano le mappe di tutti i sentieri segnalati dal CAI. Per una facile lettura sono riportate le legende che aiutano a capire la tipologia dei sentieri, punti di riferimento ecc. Se non siete in grado di leggerla, chiedete consiglio ad un escursionista esperto o recatevi direttamente presso una sede CAI per avere maggiori informazioni.

Per calcolare bene i tempi, dobbiamo avere presente che in media, in 1 ora di cammino, si percorrono 350m di dislivello in salita e circa la metà del tempo in discesa. Per percorrere 1000 m di dislivello e tornare a valle, bisogna quindi avere almeno 6 ore di luce (calcolando anche un piccolo riposo in vetta e brevi pause lungo il percorso).

Per valutare la difficoltà, bisogna fare attenzione alle sigle convenzionali dell’itinerario che vogliamo intraprendere:

T  Turistico

E per Escursionisti

EE per Escursionisti Esperti

Queste sigle sono presenti sulle guide o sui cartelli lungo i sentieri.

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Equipaggiamento

È bene essere preparati ad un repentino cambiamento delle condizioni atmosferiche, che in montagna avvengono di frequente, tuttavia lo zaino non deve essere troppo pesante. Ciò che non deve mancare è una torcia (assicurarsi di avere le batterie cariche), un cellulare, un kit di pronto soccorso (uno per gruppo), un coltellino e una carta topografica. E’ consigliato avere anche bussola con altimetro e per chi ce l’ha un GPS.

Tornando al cellulare, è bene averlo carico, ma se non c’è segnale la batteria si scarica più velocemente, causa ricerca di segnale. Se siete a rischio potete tenerlo spento e in caso di necessità riaccenderlo.

Nello zaino non devono mancare mai anche un kway o un poncho impermeabile, un cambio (calzini, pantaloni e maglietta), guanti, cappello, felpa in pile, qualcosa da mangiare e acqua a sufficienza.

Durante la salita, è bene assimilare di tanto in tanto cibi molto energetici e facilmente assimilabili come frutta secca e barrette energetiche.

Abbigliamento

Come dicevamo prima, in montagna le condizioni atmosferiche possono cambiare in modo repentino e cosi anche le temperature. L’ideale è vestirsi a strati. Meglio indossare una maglia termica che regola la temperatura corporea e asciuga il sudore e una felpa tecnica o in pile. Scegliere colori accesi dà una maggiore visibilità che non fa mai male.

Calzature

Sono consigliate solo scarpe da trekking o scarponi. Niente scarpe da ginnastica o similari. La calzatura è essenziale per evitare distorsioni e vesciche. Devono avere un’ottima aderenza a qualsiasi tipo di terreno, essere impermeabili e mantenere una buona sensibilità del piede.

In caso di aiuto

Il numero telefonico di riferimento è il 118. Se non vi sono infortunati ma si è perso l’orientamento, bene fermarsi e se possibile telefonare. Continuare a camminare senza meta, potrebbe peggiorare la situazione.

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