Campo scout

Primo piano,Sostenibilità

Gli Scout educano al rispetto della natura?

8 mar , 2015  

Gli Scout, una “razza” tanto blasonata quanto sconosciuta, sono veramente amanti della natura a tal punto da rispettarla? Forse, già questo parallelismo potrebbe sembrare strano: bisogna amare qualcuno o qualcosa per rispettarlo? Secondo me si…

Sono un capo scout da 10 anni e dal 1994 partecipo attivamente alle attività del gruppo scout del mio paese. Ho iniziato a 10 anni!

In questo articolo non voglio parlarvi di metodi, di teoria o di grandi sistemi astratti, ma semplicemente della mia esperienza, fatta sul campo e frutto, spesso, anche di tanta fatica.

Campo scoutIl mio pensiero, però, necessità di una dovuta premessa.

Ho vissuto, negli ultimi 20 anni, dei cambiamenti anche radicali nella gestione delle attività Scout e precedentemente il mio ingresso in gruppo, le cose erano ancora diverse. Negli anni ’70 e ’80, ad esempio, quando lo scautismo cresceva a vista d’occhio con il numero degli iscritti che aumentava anno dopo anno, vi era poca sensibilità, nel vissuto quotidiano degli Italiani,  alla cura dell’ambiente e al rispetto della natura. Pensate che la prima legge in Italia considerabile “a tutela dell’ambiente” fu emanata nel 1966… ma era soltanto la prima e riguardava l’inquinamento atmosferico. D’altronde la maggior parte dei movimenti ambientalisti ancora non prendevano piede nel nostro Paese. Già negli anni ’90 la situazione era cambiata. Tutela dei parchi naturali, una normativa più matura e soprattutto un’opinione pubblica maggiormente preparata sui temi dell’inquinamento e della tutela della natura.

Ora torniamo a noi. Il metodo scout è un metodo attivo, concreto e intriso di riferimenti educativi forti e che mira all’educazione di un individuo che abbia maturato, negli anni, alcuni valori per la maggior parte rintracciabili nella legge e nella promessa Scout. C’è un punto di questa legge che recita: Amano e rispettano la natura. 

I giovani Scout che partecipano alle attività, quindi, vivono, sotto la guida degli adulti che coordinano i gruppi, un’attenzione costante alla natura e all’ambiente. Gli Scout delle associazioni cattoliche vivono la natura come espressione di Dio (così come qualunque essere vivente) e di conseguenza sono tesi alla sua salvaguardia e al suo rispetto.

In molti mi chiedono in che modo riusciamo a rimanere “sostenibili” durante i nostri campi estivi. Effettivamente, pensandoci, non è cosa da poco per gruppi di 30 ragazzi “vivere” 10 giorni in tenda in un bosco senza “deturpare” o comunque condizionare la realtà circostante.

La mia risposta è questa:

Ci sono due aspetti da chiarire. Il primo è che anche lo scautismo, per quanto qualcuno possa pensare il contrario, vive le stesse regole (e leggi) vigenti in Italia. Un capo Scout educa anche al rispetto delle normative e della legalità, di conseguenza, se facciamo un campo (ove possibile) all’interno di un parco protetto o comunque di un’area naturalistica, abbiamo l’obbligo di rispettare appieno tutte quelle pratiche utili alla salvaguardia dell’ambiente. Ad esempio non tagliamo alberi, non disturbiamo la fauna, non facciamo buche a terra ed utilizziamo saponi ecologici…

Il secondo aspetto, invece, riguarda la ferma volontà, di ogni capo scout, di educare i propri ragazzi al rispetto della natura anche fornendo informazioni adatte, eseguendo un controllo sull’operato dei giovani e proponendo sempre uno stile che conduca addirittura al miglioramento della qualità dell’ambiente adiacente i luoghi frequentati durante i campi e le attività (ad esempio ripulendo “angoli” di parco trovati sporchi).  

UN ESEMPIO IMPORTANTE

San Rossore scout

Per 5 giorni, dal 6 al 10 Agosto 2014, 35000 scout si sono ritrovati, in occasione di un campo nazionale, in località San Rossore, vicino Pisa. Un parco Naturale di centinaia di ettari che è stato letteralmente invaso da giovani Scout provenienti da tutta Italia. Oltre all’attenzione da parte dell’associaizone alla sostenibilità degli arrivi (convenzione con Italo Treno e centralizzazione degli spostamenti in Bus) il Parco è stato riconsegnato all’ente gestore in condizioni migliori di come è stato trovato. (approfondimento de La Repubblica)

In definitiva, per uno Scout il rispetto della natura non deriva dall’imposizione di una legge o di una normativa, ma soltanto da una coscienza votata alla sostenibilità e al rispetto del mondo.

Se avete domande lasciate pure un commento qui di seguito. Cercherò di rispondervi nel più breve tempo possibile.

Grazie

Daniele

 

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