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Turismo responsabile,Turismo sostenibile

Il turismo in Italia, in un’ottica di sostenibilità e di green economy

4 ott , 2014  

Un concreto e duraturo rilancio del nostro settore turistico nel contesto internazionale può essere possibile attraverso la promozione e l’applicazione di principi e tecnologie sviluppate in un’ottica di green economy

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Il turismo come elemento di sviluppo territoriale e sociale

Il settore del turismo in Italia rappresenta, in termini economici, circa il 9,5% del PIL nazionale, con una occupazione pari a circa 2,5 milioni di addetti. Mentre il rapporto PIL(turismo)/PIL(nazionale) è in lento diminuire nell’ultimo decennio, a livello mondiale la quota di turismo che interessa l’Italia è scesa da un 5,6% del 1990 al 4,1% del 2010, con una tendenza ad un ulteriore decrescita fino ad una stima del 3,7% nel 2020, in assenza di interventi strategici e strutturali per un serio rilancio del settore turistico in Italia.

Malgrado la percentuale di turismo internazionale in Italia rimanga molto alta rispetto ad altri Paesi, è ancora predominante un turismo nazionale con una media nazionale pari a 57% di notti, con un incremento nel sud pari a 75%.

Mentre occorre riconoscere che questa tendenza è comune a molti Paesi europei a vantaggio di Paesi emergenti e nuove mete turistiche, rimane il fatto che il potenziale di offerta turistica del nostro Paese rimane assai elevato in virtù degli aspetti ambientali, naturalistici, paesaggistici, culturali, economici.

Molti studi recenti di settore individuano alcune linee d’intervento prioritarie per il nostro Paese miranti a raddoppiare l’incidenza del turismo sul PIL nazionale da circa un 10% attuale al 18%, con un raddoppio degli addetti attualmente impegnati.

Le principali linee d’intervento possono riassumersi nelle seguenti azioni:

un miglioramento strutturale dei servizi offerti e dei relativi standard qualitativi, certificabili a livello nazionale ed internazionale da Enti ed organizzazioni riconosciute quali ad esempio la certificazione volontaria EMAS (Eco-Management and Audit Scheme), le “Bandiere blu” attribuite dalla Foundation for Environmental Education, e la creazione di marchi di qualità di prodotti e servizi, anche a livello locale;

un ampliamento della offerta turistica, anche in termini geografici;

una valorizzazione delle caratteristiche ambientali, paesaggistiche, storiche, culturali, gastronomiche locali;

la destagionalizzazione dell’offerta turistica.

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3 Responses

  1. michelagalli85 scrive:

    Benvenuti su iovivoeco! L’articolo è molto interessante

  2. Daniele Bielli scrive:

    Ciao a tutti!

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